Milan, Gattuso: “Donnarumma ? La sconfitta non è colpa sua”

L’allenatore del Milan Gennaro Gattuso ritorna a parlare della finale di Tim Cup con la Juve prima della partita di campionato con l’Atalanta:  “C’è enorme delusione per la sconfitta in Coppa Italia. Da parte mia ho cercato di restare lucido, sapevo anche prima della gara che dopo la Juventus avremmo dovuto affrontare due sconti fondamentali per l’Europa. Alla squadra ho detto subito di mettere via la delusione e pensare al campionato. Una sensazione che ho vissuto sulla pelle da giocatore, non è facile ma noi del Milan abbiamo il dovere di rialzarci e andare in Europa League direttamente. L’Atalanta non è una sorpresa, è una squadra che gioca a tutto campo e pressa ovunque. Se perdi palla in uscita ti fanno male. Di loro temo la forza fisica e la pressione, servirà veemenza e struttura fisica”.

E riguardo Donnarumma ribadisce: “Si è preso le sue responsabilità. Ha fatto due errori ma ci sta nello sport ad alto livello. Il bello del calcio è avere subito un’altra possibilità e potersi rifare subito, cercare di farsi perdonare. Il suo futuro? Parlatene con Mirabelli e Fassone, io sono l’allenatore. Voi però sottovalutate l’aspetto dell’età e tenete conto solo di quello che guadagna. Con tutte queste voci non è facile, nel calcio non basta solo essere fenomeni, ma devi anche avere la mente lucida. Se non sei tranquillo, diventa difficilissimo. Tre giorni prima della finale si parlava del PSG e dei vari incontri, è una cosa incredibile. Lui sta pagando tutto questo. Io ho giocato per 20 anni e quando avevo qualcosa che mi turbava, io non rendevo”.

Ritornando alla partita contro la Juve: “Per 55 minuti ce la siamo giocati, poi abbiamo trovato una Juventus che da due mesi non giocava così bene. Davano la sensazione di solidità e grandissima voglia. Non è un caso che vincano da 7 anni, sono avanti a livello mentale, fisico e tecnico. Avevo paura finisse 7 o 8 a zero dopo il 4 a zero con errori e difficoltà di quei momenti. L’esperienza non si compra al supermercato ed è normale che non potessimo andare sempre a quella velocità di qualche mese fa, ma quando ho preso la squadra i ragazzi non stavano in piedi. Ci sta un calo, abbiamo fatto un tipo di lavoro che ha portato beneficio e che dopo 50 partite è normale avvertire un po’ di stanchezza. Io ho questo modo di fare e non dirò mai che è colpa di tizio o caio, il primo responsabile sono io anche quando sento che dicono che sono inadeguato